Chi sono

Ho avuto un istante di grande confusione, mi ero persa nel labirinto del mondo. E per ritrovarmi è stato necessario subire un incidente stradale dal quale, senza sapere come, sono uscita indenne. Per ricominciare a guardare le cose dalla giusta prospettiva.

Da dieci anni insegno nelle scuole secondarie di primo grado, questo, l’undicesimo, ho deciso di fermarmi per capire cosa fare della mia vita. Guardarmi allo specchio e ricordarmi chi sono veramente, cosa mi piace, cosa so fare e cosa posso fare per questo mondo.

La vita è troppo preziosa per proseguire d’abitudine. L’ho capito grazie all’incidente, che non mi ha lasciato ferite fisiche, ma ha sconvolto la mia anima.

Me l’ha insegnato mia figlia, venuta al mondo due anni fa. I figli non ti perdonano l’incoerenza, infatti è stata proprio la mia super Zoe a far riemergere le mie grandi passioni. Prima tra tutte l’arte, ovvero la capacità di guardare il mondo da punti di vista sempre diversi e innovativi. Poi la scrittura, l’arte del narrare, di immaginare, l’unica via veramente eccitante.

In terza elementare la mia maestra mi ha detto che sarei diventata una scrittrice, mentre io giocavo a fare la maestra. Ora vorrei provare a rimescolare le carte in tavola e a parlare di educazione da una prospettiva diversa. Per capire quali sono i bisogni di una società in continuo divenire e le necessità dell’uomo nuovo.

Metto in campo le mie competenze: la mia laurea in arte contemporanea, le mie specializzazioni in ambito linguistico, la mia esperienza nella scuola pubblica, le mie incursioni nella pedagogia montessoriana, le scoperte recenti dell’outdoor education, il mio essere mamma a tempo pieno, per parlare con voi di educazione.