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Le prestazioni autentiche sono imprescindibili per sviluppare competenze chiave per l’apprendimento permanente

Le prestazioni autentiche, il lavoro vero e significativo è fondamentale nell’educazione, soprattutto dell’adolescente, e dovrebbe sempre essere presente e alternato ad attività prettamente didattiche. Questo ci viene chiesto anche dalle indicazioni per lavorare e valutare per competenze chiave: strutturare attività e percorsi di verifica che prevedano situazioni reali in cui l’alunno può operare.

Dalla teoria alla pratica

L’obiettivo principale è connettere i saperi teorici dei manuali scolastici alle esigenze della vita concreta, in cui i giovani, al termine del percorso di studi, si troveranno a operare. Colmare questo divario per creare persone capaci di operare e adattarsi nelle diverse situazioni, persone che possano fruire di competenze chiave per operare nel mondo.

Se questa realtà rimane sempre distante dalle aule, la scuola rischia di isolarsi e chiudersi in se stessa con la conseguenza di creare da una parte persone mutilate delle proprie abilità e dall’altro “analfabeti della vita”, persone incapaci di incanalare nella realtà quotidiana il sapere appreso.

Le intelligenze multiple

Strutturare programmi didattici con attività finalizzate esclusivamente allo studio rischia inoltre di non prendere in considerazione tutte le diverse forme di intelligenza manifeste nell’essere umano con conseguente dispersione e abbandono scolastico per chi è una mente pratica ed è dotato di un’intelligenza più propriamente esperienziale. Nella scuola tradizionale vengono valorizzate solamente le intelligenze logico-matematica e linguistica, mentre poco spazio è data a quella cinestetica-corporale o visuo-spaziale. Spesso la scuola si trova ad essere chiusa in se stessa, quasi autoreferenziale e offre “esperienze finte”, fruibili solo attraverso i libri.

Aiutami a fare da solo

Il lavoro vero e significativo non è una novità introdotta dalla didattica per competenze chiave, ma un concetto cardine presente nel pensiero montessoriano in ogni fascia di età, soprattutto nella prima infanzia (0-6) e nell’adolescenza (12-18), essendo questi due periodi simili per caratteristiche nello sviluppo. La celebre frase “aiutami a fare da me” con cui è ben conosciuto il metodo Montessori non è altro che un’indicazione per mettere il bambino in grado di operare nella vita reale, dove facendo da solo impara in situazioni concrete e non artificiose. Apprende dalle necessità della vita.

L’adolescente

Ancora più significativo e motivante il richiamo all’esperienza autentica nell’educazione dell’adolescente.

“L’adolescente rimane isolato completamente da ogni intervento e da ogni responsabilità sociale, mentre lo si dovrebbe aiutare ad essere iniziato al lavoro. Per farlo è necessario che si presenti alla mano un vero lavoro: un lavoro che richiede responsabilità e soprattutto è necessario il sentimento di sentirsi capace di fare da solo, di vivere da solo.” M. Montessori

La componente sociale nell’adolescenza

Nella fase evolutiva dell’adolescenza si sta esaurendo la spinta al lavoro individuale del bambino, mentre prevalgono il lavoro sull’ambiente e il lavoro sociale nella comunità.; proprio per questo il lavoro per la comunità, intesa come piccola comunità scolastica o in modo più ampio del luogo in cui si vive, assumerebbe un significato preponderante nella formazione dell’identità psico-sociale dell’adolescente, permettendogli di essere visto e riconosciuto dalla comunità sociale.

Il lavoro autentico è significativo anche per la valorizzazione e costruzione dell’identità personale e della personalità, per orientarsi verso la propria futura professione, consentendo un approfondita conoscenza di sé e del mondo e una capacità di inserirsi nel mondo conosciuto.

Quale lavoro?

Il lavoro vero e significativo dovrebbe essere ovviamente un lavoro adatto all’adolescente, non in competizione con il lavoro dell’adulto, ma mai artificioso, e soprattutto utile alla comunità. Montessori ne suggerisce alcuni come il lavoro della terra, i lavori di tipo artigianale , la gestione di una locanda o fattoria. Questo permetterebbe all’adolescente di sperimentare il significato del lavoro nei suoi aspetti essenziali:

“lavorare, produrre, comperare, vendere e gestire concretamente il proprio denaro per se stesso, rendersi conto quanto sia necessario avere delle regole per fare tutto questo e che quelle regole vanno rispettate.” M.Montessori

Un’alternanza scuola-lavoro estesa ad una fascia di età molto più ampia e non limitata esclusivamente alle scuole superiori di secondo grado, ma soprattutto integrata nella didattica dei saperi per non isolare in due mondi paralleli conoscenze teoriche e abilità pratiche e sviluppare così competenze chiave per un apprendimentopermanente.

 

 

 

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