Lezioni on-line al tempo del Coronavirus

La scuola, quella che vuole educare e non semplicemente istruire, è ben altro che lezioni on-line e classi virtuali, tutti ne siamo consapevoli; non può accontentarsi di creare classi simulate dove interagire a distanza, anche perché la scuola, qualunque essa sia, è fatta di persone e le persone vivono nell’interazione e nello scambio, di sguardi, di abbracci, di sorrisi, vivono nel dialogo.

Sì, certo la scuola deve essere inclusiva e le lezioni on-line non lo permettono perché sono ancora molti gli studenti che non possiedono un computer o un collegamento a internet e alla fine a pagarne le conseguenze sono sempre i più disagiati. Ma poi la scuola può dirsi sempre inclusiva in tutto il resto? E allora fermiamoci un attimo, mettiamo da parte le lamentele e guardiamo i risvolti positivi, perché anche in questo stop-forzato e nelle classi virtuali possiamo trovare qualcosa di positivo.

Il positivo nel negativo

L’assenza di qualcosa, soprattutto quando avviene in modo inaspettato porta sempre a riflessione e magari queste vacanze forzate e inattese per i nostri alunni hanno portato qualcuno a riflettere su quanto la scuola sia importante, sì la scuola con interrogazioni e compiti, scadenze e orari, ma anche con amici, insegnanti e scoperte e novità e qualcosa di nuovo da imparare ogni giorno. “Che se non ci fosse, sarebbe proprio vuota la nostra vita e cosa faremmo noi senza la scuola…”

O forse stare a casa ci farà apprezzare di più la possibilità di condividere del tempo, semplice e quotidiano, lento e quasi a noia, con i nostri cari. A scuola non si può andare, quasi tutte le attività sportive sono ferme, il cinema è chiuso … che facciamo? Ci parliamo, ci ascoltiamo, cuciniamo assieme, andiamo a fare la spesa, una passeggiata, insomma viviamo. Condividiamo la quotidianità in lentezza come non siamo più abituati a farlo da tempo.

E le lezioni on-line non saranno come le lezioni reali, ma permetteranno a qualcuno di scoprire qualcosa di nuovo: un nuovo canale per apprendere, una nuova didattica, che per fare lezione non è indispensabile un libro di testo, che la scuola è in ogni luogo e non solo nelle aule. E per ovviare a chi non possiede un computer o un collegamento a internet si potrà sempre contare sullo studio di gruppo, con i buoni vecchi e realissimi inviti a casa di amici, con studio condiviso e con “mamma?!! Dopo Giorgio si può fermare anche a cena?”

La mia non vuole essere una semplificazione, una banalizzazione del problema, oltre a essere insegnante sono madre con figlia a casa dall’asilo e zero disponibilità di nonni e so quanto sia difficile organizzare il tutto. Vorrei solo cogliere il positivo anche in questa situazione d’emergenza, perché ogni esperienza ci può far crescere e così potremo anche noi pronunciare con orgoglio la parole di Bruce Lee “Nella vita non ho mai perso: ho vinto oppure ho imparato”. Io le trovo straordinarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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