CHE SCUOLA SCELGO PER MIA FIGLIA?

Asilo nel bosco, Montessori, Steiner, Statali? Non è solo questione di didattica.

Poco più di un anno fa ho frequentato un corso per poter aprire un asilo nel bosco, il titolo del corso era proprio questo. Pensavo prevalentemente al futuro di mia figlia, che scuola avrebbe frequentato mentre io sarei stata impegnata al lavoro?

Ma ciò che voglio qui riportare sono le riflessioni di apertura che il maestro Danilo, insegnante del corso, ha fatto.

Sembra impossibile, sosteneva, quanto ragioniamo e valutiamo mille possibilità per l’acquisto di un nuovo smartphone o di una macchina, mentre quando si tratta di scegliere la scuola di nostro figlio, il criterio più seguito è la vicinanza da casa. Senza nemmeno prendere in considerazione metodologie, ambienti e personale che lì ci lavora. E questo è veramente sconvolgente perché succede già per la scuola per l’infanzia.

Al massimo ci affidiamo al passaparola degli altri genitori, ma quante volte ci chiediamo se sarà un luogo adatto per sostenere la crescita di nostro figlio che lì dovrà passare gran parte della sua giornata?

 

La scelta dell’orario scolastico

Un altro tasto dolente è l’orario. Spesso è impossibile scegliere solo l’opzione antimeridiana, decidendo di andare a prendere il bambino subito dopo il pranzo. E così i nostri ragazzi si abituano presto alle otto ore fuori casa. D’altronde è quello che chiede la società e chiederà il lavoro. Una società però in continua mutazione che richiede e richiederà sempre competenze diverse e proporrà nuove figure professionali al giorno d’oggi impensabili.

 

Il servizio mensa

 Non parliamo delle mense poi, altro tasto dolente. Trovare una cuoca in cucina è veramente una grande fortuna e anche un pasto bilanciato che risponda alle esigenze nutritive delle varie età o semplicemente alle varie abitudini alimentari. Non solo vegani e vegetariani, ma anche rispetto a culture altre.

Lo scorso anno, per curiosità, ho visitato qualche asilo della zona, pur avendo una bimba di solo un anno. Scegliere il luogo dove mia figlia passerà gran parte della propria giornata, mi sembra una questione molto delicata; soprattutto perché penso che in entrambi gli ambienti educativi, famiglia e scuola, debba poter ritrovare gli stessi valori e principi.

Quando, in una Casa dei bambini appena aperta all’interno di una scuola pubblica, ho chiesto se era possibile usufruire del menù vegetariano, mi è stato risposto che al momento non era possibile, anche se, quasi a volermi rassicurare, in cucina c’era una cuoca e tutto era preparato al momento.

 

Una domanda ancora senza risposta

Dopo questo mio piccolo girovagare per scuole, mi sono chiesta un po’ sconsolata Che scuola scelgo per mia figlia? Di certo non posso basare la mia scelta sulle pietanze servite in mensa, qualcuno mi direbbe i bambini si adattano, anche se più che una questione culinaria è una questione di rispetto. E se mi posso adeguare sulla mensa perché devo farlo sull’orario? Io ho la possibilità di passare i miei pomeriggi con mia figlia, perché non posso scegliere di farlo?

E fin qui non ho preso in considerazione metodi, personale e gestione degli spazi.

Così sono precipitata nell’ansia più cupa e ho preso in considerazione anche la possibilità di trasferirmi in un altro luogo. Forse, pensavo, si tratta della poca domanda e offerta di questo territorio o della sua mentalità poco avventuriera.

Che scuola scelgo per mia figlia? La domanda non ha ancora risposta.

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