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ASILO NEL BOSCO: una giornata al Lago

Quando le cose nascono con semplicità e spontaneità il loro esito è quasi scontato, perché probabilmente solo così potevano essere.

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare delle scuole nel bosco e dell’outdoor education, le varie discipline dell’educazione e i loro esperti elencano tutti i benefici di un ambiente naturale e poco strutturato, dove il cucciolo d’uomo possa iniziare a fare le sue prime esperienze. Certo è fin troppo semplice e ovvio che crescere a contatto con la Natura risponda pienamente alle esigenze dell’essere umano che lì ha cominciato la sua storia, ma come realizzarlo oggi che viviamo alienati nei ritmi cittadini e siamo chiusi nelle nostre case iperprotette?

Io ho avuto la fortuna di cresce in un piccolo paese di montagna perciò giocare all’aperto e correre nei prati o per le stradine di paese era la quotidianità più ovvia; ma sembra che ora anche qui l’unico modo di stare in mezzo al verde sia portare i propri bimbi al parco giochi.

Facendo un giro in città , in una giornata di ottobre splendida, con il cielo terso e il sole a scaldare come in estate, ho trovato tutte le porte degli asili chiuse a custodire al loro interno i bimbi operosi. Oppure se si deve uscire, si utilizza il tempo limitato della ricreazione. Questa è la norma. Questa incapacità di vedere oltre mi rattrista e mi preoccupa, ma per fortuna ci sono sempre le pecore nere della situazione.

 

Le calde giornate di questo ottobre però sono state così invitanti che lasciarsele scappare sarebbe stato un vero delitto; quasi volessero suggerire, nella loro leggerezza e nel loro splendore, ad alcuni di noi l’idea di creare un ritrovo all’aperto per i nostri bimbi.

Conoscevo Monika da poche settimane, ci eravamo visti alcune volte nelle gite organizzate dal gruppo di homeschooler della nostra regione , e subito abbiamo iniziato a chiacchierare perché i nostri bimbi avevano età vicine, 2-3 anni. Così entrambe a casa, sole a trascorrere le mattinate con loro, abbiamo deciso di incontrarci con cadenza regolare a metà strada.

 

È stato abbastanza facile scegliere il Lago di Cavazzo (conosciuto come Lago dei Tre Comuni) come meta. Un luogo che per me e Zoe è quasi una seconda casa, dove abbiamo trascorso molte giornate in armonia con l’ambiente, svolgendo le più diverse attività nel corso delle varie stagioni.

Un semplice incontro, con l’unico obiettivo di conoscerci più a fondo, si è trasformato in un momento di gioco e scoperta per i nostri piccoli. Le cose semplici quasi sempre si rivelano geniali. Correre nei prati in fiore, a piedi nudi possibilmente. Essere rapiti per i cerchi che i sassolini formano nell’acqua, una volta lanciati. Osservare le anatre nuotare e starnazzare.

 

È stata dura farli risalire in macchina e riportarli a casa. Così dalle 10.30, ora in cui abbiamo fissato il nostro incontro, siamo riusciti a ripartire solamente alle 15.00 e solo per causa di forza maggiore. Zoe e Samuele erano così stanchi che si stavano addormentando in piedi!

Alle volte non sappiamo cosa inventarci per occupare i nostri bambini in qualche attività, mentre basterebbe poco: la libertà di movimento e di scegliere da soli cosa fare.

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Portiamo i nostri figli a correre nei prati, appena possiamo trascorriamo giornate in natura. Faremo loro un grande regalo e uno anche a noi.

Naturalmente questo è stato il primo di vari appuntamenti che spero di documentarvi, perché rientrati a casa e sollecitati dalle richieste dei nostri figli, le idee si sono moltiplicate.

 

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