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Una scuola per competenze

Da anni la scuola ha il compito di valutare le competenze e al termine del primo ciclo di istruzione viene anche rilasciato un certificato dove queste competenze sono esplicitate, ma cosa significa essere competenti? Come è possibile valutare una competenza? E soprattutto la scuola è pronta per questo tipo di valutazione?

Che cos’è una competenza?

È oramai una decina d’anni che si discute e si prova a definire il concetto di competenza, attraverso analisi e pubblicazioni sia in chiave europea che in ambito nazionale, e che questo concetto è stato introdotto a scuola per valutare l’operato dei nostri studenti. Misurare conoscenze e valorizzare abilità degli alunni non basta più, è necessario osservare le capacità nel sapere eseguire un compito, una prestazione, rielaborando le proprie abilità e conoscenze in contesti diversi, perciò che esulino dalla scuola.

Tutti noi siamo competenti in vari ambiti e usiamo le competenze acquisite quotidianamente senza nemmeno accorgercene.

Se si esaminasse la giornata tipo di una persona si resterebbe sorpresi dal continuo transitare da una competenza all’altra: si è competenti nel riordinare la casa, nell’interagire con altre persone, nel raccontare storielle divertenti, nel coltivare i fiori sul balcone, nel risolvere piccoli problemi pratici. Tutto ciò che facciamo quotidianamente è necessariamente intriso di competenze; le competenze costruiscono, quindi, quel tessuto connettivo che regge l’intero agire quotidiano.” Cit. Ermanno Puricelli, Università di Bergamo

Scendiamo nei particolari

Potremo concludere dicendo che la competenza fa parte del saper vivere, dell’interagire proprio dell’essere umano e lo distingue con le sue doti individuali di personalità e risorse psicosociali e arrivare a una definizione più completa come:

“Capacità di far fronte ad un compito, o un insieme di compiti, riuscendo a mettere in moto ed a orchestrare le proprie risorse interne, cognitive, affettive e volitive, e a utilizzare quelle esterne disponibili in modo coerente e fecondo”. Cit. Pellerey, 2004

Per esprimere una competenza entrano in gioco vari aspetti di un individuo che non si limitano all’aspetto cognitivo, ma chiamano i causa anche metacognizione, capacità di riflessione sul processo di apprendimento, impegno e disposizione ad apprendere, concetto di sé e autostima.

Valutare per competenze significa formare per competenze

Se valutiamo per conoscenze e abilità e fondiamo su di esse il nostro percorso educativo, lavoreremo presentando quesiti circoscritti e chiusi, fornendo un unico modo di interpretazione della realtà; per capire se la nostra proposta è stata recepita potremo valutare unicamente dando un feedback di giusto/ sbagliato al prodotto realizzato.

Se vogliamo valutare per competenze e necessario educare per competenze, proponendo perciò problemi aperti a più interpretazioni e generando un pensiero critico e più possibilità di soluzioni. La valutazione non presuppone un positivo e un negativo, ma un’attenta riflessione sulle strategie messe in atto.

La prestazione autentica

Valutare per competenze implica la possibilità di operare in una situazione autentica, cioè simile al reale. Richiede, secondo le indicazioni di Wiggins (1998), allo studente di costruire la disciplina e replicare o simulare i compiti richiesti agli adulti sul luogo di lavoro, nella vita civile e nella vita personale. Accerta l’abilità dello studente ad usare efficacemente e realmente un repertorio di conoscenze e di abilità per negoziare un compito complesso. Permette opportunità di ripetere, di praticare, di consultare risorse e di avere feedback su e di perfezionare la prestazione e i prodotti.

A questo punto delle nostre riflessioni possiamo comprendere che apprendere e valutare per competenze è quanto più lontano possibile dalla situazione di lezione frontale, docente fronte alunni, ma si apprende da azioni concrete che vedono il soggetto attivo nel processo di studio in una contesto reale e complesso come è la vita quotidiana. Non in classi omogenee per età e non confrontandosi solo con coetanei. Non svolgendo verifiche atte a valutare le conoscenze o scrivere temi in classe.

E soprattutto una prestazione autentica è complessa e articolata quando prevede l’interdisciplinarietà, poiché una competenza nella vita quotidiana non prevede una limitazione entro margini di settore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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