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Si può educare attraverso l’arte?

Allontaniamoci per un attimo dalla scuola tradizionale, dalle Indicazioni per il Curricolo, dai piani di studio e da tutti i riferimenti pedagogici possibili. Proviamo a giocare con sogni e fantasia: si può educare attraverso l’arte? Questa è una domanda che mi risuona spesso in testa negli ultimi tempi, in questi mesi in cui sto mettendo tutto in discussione. È come se, arrivata a questo punto della mia vita, tutte le esperienze precedenti, tutto quello che ho visto, fatto e vissuto, tornasse a me collocandosi in un preciso posto per farmi vedere con chiarezza un disegno più ampio.

L’arte nella mia vita

Ho respirato arte fin da piccolissima avendo un padre artigiano del legno e in famiglia pittori e musicisti. Sono cresciuta, inconsapevolmente, vedendo nascere sotto ai miei occhi uno dei più importanti parchi d’arte contemporanea d’Europa. L’incontro con artisti di land art di calibro internazionale ha condizionato le mie scelte di studio, non poteva essere altrimenti. Poi per motivi personali ho deciso di fermarmi qui, in questa terra di confine. Le montagne sono simulacri che difficilmente ti permettono di andare via e se lo fai, non ti abbandonano mai.

Il bambino creatore

L’insegnamento era un percorso necessario, mi è servito a dare un perché al mondo dell’arte. Perché il più grande artista è il bambino, colui che sperimenta, che cerca, trova. L’essere puro che impara per errori e non ha timore ad accostarsi all’inverosimile. L’incosciente che si tuffa in esperienze che possono sembrare senza tempo, colui che sa anche senza sapere di sapere. Colui che da ascolto alla sua anima e quando c’è bisogno mette a zittire la ragione.

Educare attraverso l’arte

Dopo questo percorso ho capito quanto arte ed educazione siano due concetti molto affini, l’uno si riversa nell’altro. Così come la semplicità della natura parla al cucciolo d’uomo, l’arte che è l’espressione suprema di questa creatura, lo sguardo personalizzato sul mondo, potrebbe aiutarlo a “condurre fuori da se” il suo potenziale.

L’arte nelle scuole tradizionali

A cent’anni dalla fondazione della scuola del Bauhaus di Weimar, fondata da Walter Gropius nel 1919, mi chiedo se creare una scuola che ponga le sue basi educative nell’arte intesa in senso ampio sia possibile. Sarà un utopia? O solo un concetto anacronistico? Oppure sono io che sono fuori dal tempo e tutto questo esiste già! Eppure la storia dell’arte si insegna un pochino alle medie e in qualche liceo, niente più.

Ma se noi ci concentrassimo sulla vita dei grandi (e piccoli) artisti, se provassimo a conoscere quelli viventi, a frequentare i loro studi. Se provassimo a dare più spazio all’atto del creare e del ricercare in esso insito, quanto renderemmo la nostra mente più elastica e più pronta e il nostro punto di vista più ampio. In questo modo potremo imparare a leggere, scrivere, far di conto. Diventeremmo capaci di usare le mani, di leggere una figura, osservare il mondo con altri occhi.

Fantasia, invenzione, creatività e immaginazione entrerebbero a far parte della nostra vita.

E forse avremmo un mondo più bello o almeno con più buon gusto!

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