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Pubblico e privato possono e devono collaborare in modo vincente anche a scuola

È tempo di consigli orientativi, tra poco meno di due mesi i nostri ragazzi dovranno scegliere quale scuola sarà la più adatta per formarsi al proprio futuro lavorativo. Ma l’orientamento non è un percorso che si snoda in pochi mesi, è un allenamento a scoprire se stessi e i propri talenti e dovrebbe essere lo scopo di genitori e insegnanti fin dalla primissima infanzia. Prima iniziamo a conoscerci e prima possiamo esplorare e mettere a frutto le infinite possibilità dei nostri talenti. Per questo è importante creare una scuola e un ambiente di vita stimolante e diversificato.

La didattica per progetti e l’orientamento

Per questo è importante strutturare una didattica per progetti che coinvolgano anche strutture private e far entrare il mondo in classe poiché è verso questo mondo che si incamminano i ragazzi. Un mondo sempre più in evoluzione rapida, in continuo cambiamento, imprevedibile e creatore di futuri impensabili. Per far si che i nostri alunni siano in grado di affrontare quest’imprevedibilità è necessario dare loro delle buone competenze di base, strumenti versatili da utilizzare in più campi e soprattutto indipendenza e creatività, intesa come capacità di reinventarsi e mettere i propri talenti a disposizione di svariati ambiti.

Utilizzare linguaggi diversi

La creatività si coltiva venendo a contatto con linguaggi diversi, sapendo che ci sono molteplici possibilità di espressione. La scrittura, la prosa, la poesia, l’arte, le scienze, la tecnologia con tutte le novità connesse. Ma quello che è importante è far vedere che tutte queste discipline possono uscire dai propri limiti, dagli scomparti in cui spesso la scuola le chiude, per contaminarsi a vicenda e creare un prodotto che dialoghi con il mondo e il futuro.

L’interdisciplinarietà è il punto di partenza e con essa quelle materie che solitamente e a torto sono ritenute secondarie, come l’arte o la tecnologia. Un percorso che porti a realizzare un prodotto artistico o tecnologico, di applicazione nella quotidianità sfruttando il teatro e le nuove tecnologie per creare video, anche molto semplici, di presentazione. Questo permette di far comprendere come il saper scrivere, il raccontare, sia una competenza trasversale utile per descrivere un processo, illustrare un percorso. Ecco a cosa serve l’italiano!

Allo stesso modo si può rendere concreta qualsiasi altra materia. Ed è la concretezza che serve ai nostri studenti, il vedere un prodotto finito realizzato da loro con quello che hanno appreso a scuola.

Così si crea entusiasmo, partecipazione e coinvolgimento. Ed è quello che ho visto nei progetti proposti dalla Fondazione Pittini agli Istituti della regione. Pubblico e privato devono collaborare, anche a scuola, per creare dinamismo, rete, innovazione.

 

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